IL GIORNO CHE SONO ARRIVATO AD AMBURGO
Nel giugno 2019 ho ripercorso le tappe di mio padre da Bolzano alla Germania e poi fino al suo rientro a Pescantina. In Germania ho visitato quel che resta del lager di Sandbostel, oggi Memoriale, il lager di Neuengamme, il cimitero militare italiano d'onore di Ojendorf e i campi di lavoro che ho citato nel mio libro.
Un'esperienza che ha portato, allo stesso tempo, tanto dolore e tante emozioni. Ho visto coi miei occhi i luoghi di quell'orrore, ma al tempo stesso, ho conosciuto la tenacia e la dedizione di coloro che della Memoria e della sua diffusione, soprattutto tra i giovani, hanno fatto la propria missione, il proprio lavoro, lo scopo della loro vita.
Ho visto gli sguardi attenti delle scolaresche in visita nei lager, mentre muti ascoltavano ciò che veniva loro spiegato. Ma ho anche appreso con quante difficoltà, opposizioni ed interruzioni, il cammino verso la verità storica di quegli anni si sia fatta strada: il terreno su cui sorgeva il lager di Sandbostel venduto e diventato quasi totalmente una zona industriale; la lapide che ricordava il lager di Spaldingstrasse ad Amburgo più volte rimossa perchè "scomoda" per i commercianti della via; la pietra con la targa che ricordava il sacrificio degli "schiavi prigionieri" nel sottocampo di Neugraben, anch'essa ripetutamente violata o rimossa.